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Appunti di viaggio: Ponte Milvio, dalla storia all’amore

Uno tra i ponti più famosi di Roma, Ponte Milvio è celebre, oltre che per la sua bellezza, anche per essere stato "palcoscenico" di tanti eventi, da quelli storici fino a quelli più frivoli e romantici. Situato nella zona settentrionale della città, nei pressi dei quartieri più rinomati come Parioli e Flaminio, è circondato da tanti moderni locali suggestivi ed eleganti a cui si offre alla vista, come ad esempio Vigna dei Cardinali Roma, inoltre è anche punto di confluenza di alcune strade celebri, come la Cassia e la Flaminia. Ponte Milvio racconta tante storie antiche e moderne, degne di essere conosciute.

Dalla Storia….

Inizialmente costruito in legno da un esponente della famiglia "Molvius" o "Molvia", da qui il nome tramutato in "Milvio", attorno al I° secolo a.C. questo ponte venne edificato in muratura . Mai amata tanto dagli antichi Romani, a causa della sua scarsa resistenza e fragilità, questa struttura divenne famosa grazie alla celebre battaglia che si svolse nei suoi pressi e da cui prese il nome e che vide contrapposti l'imperatore Costantino I° e Massenzio, avvenuta nel 312 d.C. La battaglia di Ponte Milvio è nota per la vittoria dell'imperatore che in seguito si accostò al Cristianesimo, fino a permetterne il libero culto (dopo decenni di persecuzioni) all'interno dell'impero. Legata a questa battaglia è anche la leggenda in cui, prima dello scontro, Costantino ebbe la visione di una croce con la scritta "In hoc signo vinces", che lo condusse alla vittoria finale.

….all'amore

Diversi secoli dopo e vari lavori di modifica e consolidamento, nel 1805 Papa Pio VII commissionò un restauro della struttura al celebre architetto Valadier, che vi fece costruire una piccola torre in stile neoclassico su quello che restava di una piccola torretta di guardia, risalente all'epoca dell'antica Roma. Tuttavia, alcuni decenni dopo, nel 1849, dei combattenti garibaldini della Repubblica Romana fecero saltare parte del ponte, per ritardare l'avanzata e l'ingresso nella città delle truppe francesi. Qualche anno dopo venne restaurato dallo Stato Pontificio, che vi fece porre una statua dell'Immacolata. Sulla stessa struttura tuttavia già ne era presente un'altra, raffigurante San Giovanni Nepomuceno, patrono tra gli altri anche di coloro che erano in pericolo di morire annegati. Arrivando ai nostri giorni, Ponte Milvio è venuto alla ribalta delle cronache per essere divenuto luogo dove diversi innamorati avevano l'abitudine di suggellare il loro amore attaccando un lucchetto ad un lampione e buttandone poi la chiave nel sottostante Tevere. Tutto questo ad imitazione dei protagonisti di un film di successo tra gli adolescenti. Un rito vietato in seguito, a causa del pericolo di caduta dei lampioni appesantiti dai lucchetti.

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